Lo sport resta uno dei pochi spazi in cui i brand possono entrare in un’esperienza davvero condivisa. I grandi eventi riuniscono pubblici enormi nello stesso momento, con un’intensità emotiva che difficilmente una campagna riesce a creare da sola.
I tifosi, inoltre, guardano con favore ai brand che sostengono lo sport. Secondo il Global Sports Report 2025 di Nielsen, il 67% degli appassionati di calcio considera più attraenti i marchi sponsor, contro il 54% della popolazione generale.
Lo status ufficiale, però, si ricorda poco. Uno studio Sellex su Euro 2024 ha rilevato che il 31% dei tifosi ha indicato correttamente Adidas come sponsor tecnico del torneo, mentre il 30% ha citato Nike, che non deteneva alcun diritto. Tra le compagnie aeree, il 17% ha riconosciuto Visit Qatar, partner effettivo, ma il 25% ha nominato Emirates. Più di una persona su quattro non sapeva distinguere i brand ufficiali dagli altri.
Con cifre simili, il divario pesa. Secondo le stime di settore, le partnership globali di fascia più alta della FIFA costano tra 150 e 200 milioni di dollari per un ciclo di quattro anni. I diritti di seconda fascia per il Mondiale 2026 avrebbero raggiunto gli 80-100 milioni di dollari, prima ancora dei costi di attivazione.
I brand spendono cifre enormi per parlare a tifosi che potrebbero non ricordare chi ha pagato.